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Katazen: un mondo
ineffabile...


Sviluppare una relazione

CON IL FATTORE TEMPO E' FONDAMENTALE,
E PER FARLO NON E' NECESSARIO ESSERE IL TORMENTATO CAVALIERE
DI INGMAR BERGMAN DI RITORNO DALLE CROCIATE E INTRAPRENDERE
UNA PARTITA A SCACCHI CON LA MORTE!

di Bruno Cicognani*

Viviamo in un'era ad alta velocità e affrontare i giorni con lentezza
è un atteggiamento,
un esercizio fisico e mentale che può aiutarci a capire quello che sta
accadendo attorno a noi e i mille rapidi cambiamenti in atto,
che tanto ci spaventano e che vorremmo in qualche
modo bloccare, congelare, ignorare.
Ma non possiamo fermare il mondo, ne' possiamo pensare di restare
immobili ne' di correre alla sua stessa velocità,
non ci è permesso,
perchè il risultato sarebbe con ogni probabilità lo stesso:
entreremmo a pieno titolo nelle statistiche dell'OMS
che prevedono la depressione diventare nel giro
di 20 anni il male umano numero uno.
Quello che possiamo fare è prenderci del tempo.
Un bene raro, limitato,
ma reperibile in giacimenti che albergano dentro di noi e che
dobbiamo deciderci a scoprire e a portare alla luce,
che possiamo imparare a maneggiare.
E che ha un'altra incredibile qualità:
non ha prezzo, non si puo' comprare e quindi nemmeno vendere,
non genera business.
Per noi e per i nostri figli possiamo provare a capire e,
di conseguenza,
a imparare a vivere anche quando le cose appaiono o sono difficili e,
perchè no,
possiamo anche imboccare una nuova via verso la felicità.
Una felicità fondata più sull'essere che sull'avere,
realizzabile a volte anche solo con una frase gentile,
magari non molto originale,
ma che inaspettatamente produce un contagioso sorriso.
Che ci fa vedere l'essenziale,
senza renderci ciechi di fronte alle tante cose che non vanno
una felicità che ci impedisce di sentirci migliori degli altri,
e per questo in diritto di sentenziare critiche feroci,
sempre pronti a indignarci,
salvo poi rimanere stupiti,
increduli e spaventati di fronte al dispiegarsi della rabbia
dei nostri figli "ancora bambini".
Una felicità collettiva e profondamente intima,
da condividere in scatola di montaggio con le istruzioni
da inventare un po' come un racconto a puntate o un'enciclopedia
a fascicoli da completare nel tempo.
Legata forse alla nostra voglia di semplificare la vita,
desiderata e cercata liberandoci dalle tante cose inutili,
rimanendo in equilibrio tra responsabilità e contentezza.
E tutto questo solo rallentando quando possiamo
e correndo quando dobbiamo,
con creatività e ingegno,
ironia e allegria quanto basta.


*consulente di Corporate Social Responsability,
è autore di Vivere con lentezza (Orme editori),
in uscita in questi giorni
                                                            
                                                              La Repubblica delle Donne
                                                                     28 Giugno 2008

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