HOME        FAQ       HAIKU        STORIE        INTERVISTE        INEFFABILITY         
Katazen: un mondo
ineffabile...

Storie 7

Reminiscenze
ALLAH AKBAR
L'amico Fritz
La cameriera cinese

Reminiscenze

Stavo passando con lo straccio il pavimento della cucina e mi resi conto
che c'era un minuscolo esserino che si muoveva sulle piastrelle.
Se non fosse stato per il colore diverso non l'avrei
nemmeno notato.
Lo feci salire delicatamente sullo straccio e lo portai fuori in giardino,
facendolo scendere a terra... e inforcai gli occhiali.
... Ci fu un esplosione di colore.
Aveva il dorso di color rosso fuoco con delle macchie nere,
e venni colto da un sentimento profondo... intenso...
Mi vennero in mente alcune cose...
La canzone "Grazie alla vita", di Gabriella  Ferri...
Quella di John Lennon, "Imagine", con i suoi indimenticabili versi:

                            You may say I'm a dreamer,
                              but I'm not the only one.
                           I hope some day you'll join us
                           and the world will live as one.*

... E la citazone che si trova all'inizio del volume "Mente e natura"
di Gregory Bateson:

                         Il neoplatonico Plotino dimostra per
                         mezzo dei fiori e delle foglie che dal
                       Dio Supremo, la cui bellezza è invisibile
                       e ineffabile, la Provvidenza giunge fino
                              alle cose della terra quaggiù.
                          Egli fa osservare che questi oggetti
                        fragili e mortali non potrebbero essere
                        dotati di una bellezza così immacolata
                          e di così squisita fattura se essi non
                             promanassero dalla Divinità che
                            senza fine pervade tutte le cose
                       con la sua invisibile e immutabile bellezza.

                                      sant'Agostino - La Città di Dio -

*Imagine (1971): "Potete dire che sono un sognatore / ma
non sono l'unico. / Spero che un giorno vi unirete a noi / e
che il mondo vivrà come se fosse uno".


"ALLAH AKBAR"

Avevo parcheggiato la bici sul sagrato di fronte alla Chiesa del Carmine
recandomi poi a piedi per delle commissioni in centro.
Al mio ritorno ho sorpreso un nordafricano che si stava allontanando
con la mia bici sollevandola con una mano dalla sella,
poiche' la ruota posteriore era bloccata.
Mi ha incuriosito questa persona - probabilmente preso da qualche
incantesimo malefico - percio' l'ho seguito.
Durante il passaggio di una strettoia ha scambiato una battuta in arabo
con un suo conterraneo, dirigendosi poi verso la zona pedonale.
E qui, in un angolo appartato, ha cominciato a trabattare con la serratura
che teneva bloccata la ruota.
A questo punto sono intervenuto io con la chiavetta in mano,
l'ho infilata nella serratura facendo scattare il meccanismo che bloccava
la ruota... e gli ho mormorato l'unica frase di arabo che conosco:
"ALLAH AKBAR" (ALLAH E' GRANDE)... e me ne sono andato con la bici...
Fatto una cinquantina di metri mi sono girato... quel tale era ancora
lì impalato che mi stava a guardare...

P.S.
Questa volta la bici me l'hanno rubata per davvero!...
L'avevo incatenata al portabiciclette che si trova in un angolo di
Piazza delle Erbe, in occasione della giornata dedicata alle organizzazioni
non profit, e alla sera quando sono tornato a riprenderla non c'era piu'...
Erano spariti pure catena e lucchetto...
Non l'ho piu' ritrovata...
Comunque sia... "ALLAH AKBAR"...


L'amico Fritz

Ho un nuovo amichetto, si chiama Fritz.
E' un onomatopeico, come dicono le persone colte.
Gli ho dato il nome imitando il suono che emette.
E' un uccellino che è entrato prepotentemente un giorno
dalla finestra della cucina.
Ho visto subito che era alle sue prime armi (della vita).
Quando esco di casa sento sempre il suo cinguettìo.
Lo riconoscerei tra mille.
Talvolta si fa anche vedere. Dal ramo di una pianta vola via,
sempre cinguettando, verso un'altra pianta o verso la grondaia
della casa di fronte.
Un giorno, mentre ero seduto sullo scalino della soglia di casa,
è volato a circa un metro da me.
Sembrava che non mi temesse. E' rimasto lì un po' beccando
sul prato, osservandomi.
Poi una mattina, mentre stavo inaffiando una pianta,
è volato sul ramo proprio di fronte a me, a un metro di distanza,
all'altezza degli occhi.
Cinguettava gioiosamente e mi guardava... chissà,
forse la tesi della metempsicosi (reincarnazione) è vera,
e probabilmente quell'uccellino è la reincarnazione di un passerotto
che ho trovato sul selciato l'inverno scorso.
Era una serata da lupi e l'ho trovato assiderato che si muoveva appena.
L'ho portato a casa e gli ho preparato delle 'fregoe de pan'
e dell'acqua. ma non ha preso niente.
Poi ha cominciato pian piano a zampettare... ma non vedeva
gli ostacoli davanti a se.
La luce si, questa la vedeva. Ha infilato decisamente la porta del tinello
da dove la luce proveniva.
Avevo anche inviato una email alla LIPU chiedendo lumi.   
Mi hanno prontamente risposto il mattino dopo con un numero
di telefono da chiamare.
Ma il passerotto era gia' morto.

P.S.
Mentre battevo al computer questa storia, mi è venuto in mente
quest'altra storia:
Dopo la sua morte, il sufi Abu Bakr Shibli apparve in sogno ad uno
dei suoi amici:
"Ebbene, come ti ha trattato Dio?", domandò l'amico. Il sufi rispose:
"Appena mi trovai davanti al Suo trono mi chiese:
'Sai perchè ti perdono?', ed io dissi:
'A causa delle mie buone azioni?', e Dio disse:
'No, non per quelle'. Io chiesi:
'Per la mia sincera adorazione?', e Dio disse 'No'.
Allora io dissi: 'A causa dei miei pellegrinaggi e dei miei viaggi
per acquistare conoscenze ed illuminare gli altri?'.
E Dio di nuovo rispose: 'No, non per tutto questo'.
Così io gli chiesi: 'Oh, Signore, perchè allora mi hai perdonato?'.
Ed Egli rispose:
'Ti ricordi come in una gelida giornata invernale stavi passeggiando
nelle le strade di Baghdad, e vedesti un gattino affamato che
disperatamente cercava riparo dal vento ghiacciato,
e tu avesti pietà di lui e lo raccogliesti,
lo mettesti nella tua pelliccia, e lo portasti nella tua casa?'.
Io risposi: 'Si, mio Signore, ricordo'.
'Poichè tu sei stato gentile con quel gattino, Abu Bakr,
perciò ti ho perdonato'.
                                   
                                     A. Schimmel - Die orientalische Katz -


La cameriera cinese

Un pomeriggio domenicale al 'Baretto'.
Stiamo giocando a tresette e arriva la cameriera - una strepitosa cinesona -
per le ordinazioni.
I miei tre compagni, uno dopo l'altro, ordinano acqua brillante.
Ero incerto se prendere anch'io acqua oppure un'ombra di Raboso che mi
ricordava molto un rosso del Kossovo anni '80.
Alla fine ho ordinato l'acqua.
Replica la cameriera:
"Acqoa anca tiii? Tuti acqoa!".




Ritorna a: Storie
Locations of visitors to this page