Il cane
Qualcuno si è rivolto all'ufficio della Polizia Comunale per via del cane che
abbiamo in casa, che, a suo dire, abbaiava 'tutto il santo giorno'...
Risposta lapidaria dell'addetto:
"Un cane che non abbaia non è un cane".
Il Comandante
Non si sa ancora bene come diavolo sia potuto accadere, vuoi per una disat-
tenzione, vuoi per colpa di una pala meccanica in movimento che gli avrebbe
impedito la vista, fatto sta che il Comandante passò il primo semaforo con
il rosso...
... Vicino dove abito io, sulla provinciale, l'anno scorso stavano costruendo
la pista ciclabile e c'era un tratto a senso unico alternato regolato da due
semafori che venivano spostati continuamente man mano che i lavori procedevano.
.. All'uscita del secondo semaforo il Comandante si trovò di fronte una pattuglia
di carabinieri.
Inevitabili conseguenze: salasso pecuniario, punti persi sulla patente.
I giornali locali pubblicarono la notizia, per il semplice motivo che il Comandante
non era un comune cittadino:
comandava la locale stazione di Polizia Comunale...
(E' la differenza che fa (crea) l'informazione).
Il bussolotto
Stavo trabattando* con The GIMP - un programma di grafica - ed ero nei guai
perchè non ero riuscito a caricare le istruziono per l'uso.
Di botto il colore smise di uscire dal recipiente.
Non usciva più neanche una goccia.
Finito!
Non riuscivo a capacitarmi come mai potesse finire un colore così immateriale
come quello contenuto in un computer.
Poi la cosa si chiarì: era finita la memoria del computer...
*Trabattare: sperimentare, cimentarsi, esercitarsi...
La 'banda' dei motociclisti
La 'banda' dei motociclisti era uno degli aspetti più appariscenti della vita
cittadina. Un cospicuo gruppo di giovani, maschi e femmine,
che se ne andava in giro a bordo di rombanti motociclette.
La loro partecipazione alla vita sociale della città era inconsistente.
Se ne stavano sempre appartati fra di loro, e i bene informati dicevano che
per far parte del loro gruppo si dovesse superare certe prove.
Una specie di rituale di iniziazione.
In fondo erano dei bravi ragazzi, lavoravano tutti e non infastidivano mai
nessuno. Eccetto a carnevale.
Il carnevale li vedeva ogni anno protagonisti - complice la birra - di una
furibonda rissa collettiva nello Stadthalle, un enorme fabbricato adibito a
cerimonie pubbliche e a feste popolari.
La rissa terminava come per incanto all'arrivo della polizia,
con pezzi di legno dappertutto e qualche contuso.
A carnevale ci andavamo ogni sera, dopo mezzanotte, quando la gente era
ben 'carburata', in attesa del fatto.
... E tornavamo ragazzini, quando al cinema parrocchiale proiettavano i film
di John Wayne...
... Un anno, il carnevale era agli sgoccioli, e il fatto non era ancora avvenuto...
... La cosa cominciava a diventare preoccupante...
Finchè una notte, erano le due, il signor De Nardi spazientito ruppe gli indugi e
disse a uno dei motociclisti:
"Ehi tu! Guarda che quello lì sta molestando la tua ragazza!",
indicandogli un tizio alle sue spalle.
(Eravamo stipati come sardine).
Questi, senza pensarci due volte si gira e gli sferra un pugno che il tizio
abilmente schiva e va a colpire un terzo che non c'entrava per niente.
L'incolpevole a sua volta reagisce con violenza...
E così la zuffa ebbe inizio...
Dopo un po' il signor De Nardi diede l'ordine della ritirata:
"Ragazzi, squagliamocela prima che arrivi la polizia...".
Bimbi d'oggi (e di sempre)
In gita con una comitiva nella Repubblica di San Marino.
... In tavola c'è un primo: strozzapreti con ragù di anatra.
Di fronte a me c'è un padre con il figlio di 4-5 anni.
Il padre ha già finito di mangiare il suo piatto e attende che il bimbo
finisca il suo.
Padre:"Mattia, vuoi bene al tuo papà?".
Il bimbo annuisce.
Padre:"Quanto gli vuoi bene, tanto, tanto, tanto?".
Il bimbo annuisce.
Padre:"Mattia, faresti qualunque cosa per il tuo papà?".
Il bimbo sorridendo copre con le braccia il suo piatto...