Aiutati che il ciel t'aiuta
Lungo le valli tra l'Adige e il Brenta, esistono ancora oggi delle comunità di
cimbri, un'antico popolo proveniente dalla Germania e originario dello Jutland.
Mi raccontava un vecchio parroco, che alla fine delle rogazioni -
un rito cattolico ora non più in uso e che aveva lo scopo di propiziare
la fecondità della terra e il buon raccolto - era solito congedare i suoi
fedeli con la frase: "... e spargete molto letame".
Metro
... Era un russo gigantesco che se ti dava uno schiaffo ti faceva fare
sette giri, come diceva spesso il pittore* Angelo da Fabriano...
Ma era una pasta d'uomo...
Lo chiamavamo Metro, come il nome del locale che gestiva.
Non ho mai saputo il suo vero nome nè la vicissitudini che l'avevano
portato a stabilirsi nella Germania Federale. Senza dubbio la tragedia
della Seconda guerra mondiale.
Il suo era ritenuto il locale più malfamato della città. Tuttavia, aveva due
caratteristiche che gli altri non possedevano: era imbattibile nel cucinare
i cevapcici, e poi, cosa particolarmente apprezzata, il suo locale era l'unico
"aperto" tutta la notte.
C'era il tavolo di noi italiani e quello degli slavi. Il tavolo dei giovani (arrabbiati)
tedeschi e quello dei Landstreicher (barboni, senzatetto).
Questi ultimi avevano diritto al pasto serale, al pernottamento - Metro aveva
alcune stanze - e alla colazione. Tutto a spese del Comune locale.
All'indomani si trasferivano nel Comune più vicino.
I giovani tedeschi discutevano sopratutto di politica.
A volte di sport (calcio), auto e moto, problemi personali...
Ogni tanto ci davano parola: "Voi italiani... sarete contenti! Avete un nuovo
governo presieduto dall'onorevole Andreotti...".
Conoscevano esattamente il numero dei governi che si erano avvicendati
in Italia dalla fine della guerra (cosa inammissibile per loro e che la Bild non
mancava mai di sottolineare).
Un'altra cosa per loro incomprensibile era che da noi in Italia si avesse la
tredicesima mensilità.
"Ma se voi italiani lavorate e mangiate per dodici mesi, come fate ad avere la
tredicesima mensilità?"... Era la domanda che più spesso mi sentivo rivolgere...
Quasi ogni notte, puntuale come un orologio svizzero, alle due e mezzo
si sentiva bussare alla porta...
Metro ci faceva cenno di tacere e spegneva la luce. Dopo cinque minuti
si continuava come prima...
Era la polizia nel suo giro di ronda.
Ogni tanto, seduto dietro il banco, Metro si appisolava, e quando lo chiamavamo:
"Metro!"... sollevava la testa e rispondeva: "Was isch?"... (dialetto locale).
Quando arrivavamo noi italiani, tirava fuori dalla cantina una delle sue
preziosità - di solito una bottiglia di vino della Crimea - e con quel vocione
che scuoteva i muri gridava: "Nasdrovia!... Salute!"...
*Pittore: da noi el pitor è l'imbianchino.
Botta e risposta
Recentemente ero in auto e avendo necessità di telefonare mi sono
fermato al primo centro abitato - ebbene si, confesso, non ho il cellulare.
Una chiesa, l'edicola, un bar, la farmacia, in tutto una ventina di case.
All'apparecchio telefonico c'era già un'altra persona perciò
sono rimasto ad aspettare.
Dall'entrata alle mie spalle entra un tale che incomincia a sbraitare
gesticolando... ma dalla sua bocca non esce alcun suono.
Dopo un pò un avventore interloquisce:
"Cosa stai dicendo?".
"Che la strada per Gerusalemme è lunga e stretta?".
"Bene, vai avanti te che poi arrivo anch'io"...