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Katazen: un mondo
ineffabile...

Poeti Cinesi

Han Shan
Seng Tsan
Wang Wei
Chia Tao
Li Po
Wang Chih-huan
Tu FU
Chang Chiu-ling...
   

























Han Shan e il suo compare
Shih Te




































Un'altra versione dei
due poeti
 



















Wang Wei: autoritratto


































Li Po

  Han Shan

  Inutilmente mi sono affannato con i tre libri di storia
  Con i cinque classici ho sciupato la mia adolescenza
  Quanti registri gialli dei voti dovrò esaminare fino alla mia vecchiaia
  E che dire dei bianchi formulari delle tasse che dovrò verificare
  Chiesi consiglio all'I Ching - difficoltà mi annunciò
  Eh si... sono nato sotto una cattiva stella
  Non sarò mai simile all'albero sulla riva del fiume
  Che anno dopo anno... rinverdisce.

  Un ospite criticò la maestria di Han Shan:
  Delle regole fondamentali nei tuoi versi non v'è traccia alcuna
  Ho ben letto dei saggi dell'antichità che mai si vergognarono della loro povertà    
  Al sentir le sue parole mi scoppiò da ridere:          
  Far discorsi pomposi è forse facile
  Vorrei proprio vedere te al posto mio in questi giorni
  Se non ti farebbe comodo... anche qualche spicciolo.


  Traduzione dal cinese Han Shan Shih in tedesco di Stephan Schuhmacher.


  Seng Tsan

  HSIN HSIN MING

  La perfetta Via è un sentiero senza ostacoli
  Per coloro che non fanno preferenze
  Se non ti trovi già sui sentieri dell'odio e dell'amore
  Ogni cosa ti apparirà chiara e senza veli

  Una distinzione sottile come un capello
  E cielo e terra saranno per sempre separati
  Se cerchi il vero
  Non preoccuparti del giusto e dell'ingiusto
 
  Il dissidio fra giusto e ingiusto
  E' la malattia della mente
  Se già non conosci il recondito significato delle cose
  Ogni sforzo per aquietare la mente sarà vano

  La Via è perfetta come un vasto spazio
  Ove nulla difetti e nulla sia in eccesso
  In realtà è con l'accogliere e il respingere
  Cio' che ci preclude l'intima visione delle cose

  Vivi ne' inseguendo il groviglio delle cose esterne
  Ne' indugiando nei sentimenti di vuotezza interiore
  Sii sereno senza forzare l'attività nell'interezza delle cose
  E tali erronee convinzioni scompariranno da sole

  Quando cerchi di conseguire la passività obliando l'attività
  Il tuo stesso sforzo ti pervade di attività
  Fino a che ti trattieni in un estremo o in un altro
  Non conoscerai mai l'Unità


  Libera traduzione dell'autore di questo sito da diverse traduzioni.


  Wang Wei

  Pioggia novella, nella montagna deserta,
  aria della sera, piena di freschezza d'autunno...
  Rami di pino si aprono ai raggi di luna,
  una fonte pura accarezza le bianche rocce.
  Sfiorando i fiori di loto, passano le barche dei pescatori;
  risate fra i bambù: è il ritorno delle lavandaie.
  Qua e là vaga ancora il profumo della primavera...
  Perchè non ti attardi anche tu, nobile amico?

  Riposo dell'uomo. Caduta dei fiori di cannella.
  Notte calma di marzo, nella montagna deserta.
  Sorge la luna. Spaventato, l'uccello grida...
  echi di cascate primaverili.

  Rocce bianche che sorgono dalle acque di Ching,
  foglie rosse, qua e là, nel cielo freddo.
  Non è piovuto sul sentiero di montagna:
  solo l'azzurro del vuoto bagna i nostri abiti.

  Solo, seduto tra i bambù,
  suono la cetra e fischio.
  Nell'ombra, ignorato dagli uomini.
  La luna s'è avvicinata: chiarore.

  A metà della mia vita, innamorato della Via,
  sotto il Chung-nan, ho scelto la mia dimora.
  Quando il desiderio mi afferra, solo ci vado;
  solo anche a conoscere panorami ineffabili...
  Camminare sino al punto dove sorge l'acqua
  e attendere, seduto, la nascita delle nuvole.
  Talvolta, errando, incontro un eremita:
  si parla, si ride, senza curarsi del ritorno.


  Le traduzioni, quando non espressamente indicato, sono di François Cheng.
  Dal cinese in francese.


  Chia Tao

  Sotto l'abete, interrogo il discepolo:
  "Il maestro è partito per cercare dei semplici,
  di qua, in fondo a questa montagna.
  Nuvole spesse: non si sa più dove..."

  Il suo guanciale: pietra raccolta nel ruscello.
  L'acqua del pozzo raggiunge lo stagno, sotto i bambù.
  Viaggiatore di passaggio, senza sonno, a mezzanotte,
  solo, sente l'arrivo della pioggia in montagna.


  Li Po

  Viaggiatore di mare
  sulla barca di vento
  - uccello che fende le nubi -
  al di là tutto si cancella.

  Se ti profumi,
      non scomporti la cuffia.
  Se fai il bagno,
      non scuotere la veste.
  Sappilo: il mondo
      odia ciò che è puro.
  L'uomo dal nobile cuore
      nasconderà il suo ardore.
  Sulla riva del fiume,
      un vecchio pescatore:
  "Tu ed io risaliremo
      alla sorgente!".

  Scimmie bianche, in autunno,
  che danzano, leggere come neve:
  salire d'un balzo sui rami,
  e bere nell'acqua la luna.

  Nastro d'alberi, all'orizzonte, bordato di nebbie.
  Cintura di montagne di smeraldo: nostalgia.
  Il crepuscolo copre il padiglione:
  qualcuno , lassù, si rattrista.
  Vana attesa, sulla scalinata di giada.
  Gli uccelli s'affrettano al ritorno.
  Ma dov'è la via del ritorno per gli uomini?
  Tanti chioschi, lungo il cammino, a lunghi intervalli...


  Wang Chih-huan

  Il sole bianco declina al di là delle montagne,
  il Fiume Giallo si precipita verso il mare.
  Vasto paese che si vorrebbe abbracciare con uno sguardo:
  salire ancora di un piano!

                                                                      Il linguaggio pittorico cinese
                                                                                        privilegerà la litote, l'evoca-
                                                                                        zione, a scapito della descri-
                                                                                        zione "esauriente" dove an-
                                                                                        che l'arte del miglior pittore
                                                                                        tocca presto i suoi limiti.
                                                                                        Sulla carta, spesso meno se-
                                                                                        gni che bianco: una descrizio-
                                                                                        ne che si stacca radicalmente,
                                                                                        in ogni caso, dalla volontà po-
                                                                                        temente dimostrativa che ca-
                                                                                        ratterizza, dal Rinascimento,
                                                                                        l'arte di moltissimi artisti euro-
                                                                                        pei impazienti di occupare tut-
                                                                                        ta la superfice - e forse segre-
                                                                                        tamente angosciati all'idea di
                                                                                        un vuoto pittorico dove le loro
                                                                                        più ancorate certezze rischie-
                                                                                        rebbero di disorientarsi.
                                                                                        Il cinese invece, per sentirsi
                                                                                        rassicurato non ha bisogno di
                                                                                        riempire da un lato all'altro il
                                                                                        foglio bianco che ha davanti
                                                                                        a lui. Il Vuoto non lo spaventa.
  Egli vi si abbandona persino con una confidenza che forse all'Occidentale riuscirà
  difficile concepire, perchè egli sa che questo Vuoto, lungi dall'essere uno spazio ina-
  bitato, minaccioso, è interamente percorso da forze che, pur sfuggendo allo sguar-
  do distratto dell'abitudine, non per questo sono infinitamente meno reali, e come
  tali perfettamente degne di essere accolte.
                                                                            François Cheng
                                                                  - Mille anni di pittura cinese -
                                                                        "L'universo ineffabile"


  Tu Fu

  Non che io ami i fiori al punto di morirne.
  Ciò che temo: bellezza spenta, vecchiaia prossima!
  Rami carichi si spezzano: caduta dei fiori in grappoli.
  Tenere gemme si consultano, e si aprono con dolcezza.

  Sponda dalle erbe sottili. Brezza leggera.
  Barca con l'albero che vacilla nella notte.
  Caduta delle stelle: subito s'apre la pianura.
  Sorge la luna, a precipitare le onde del fiume.
  La fama viene solo dalle opere scritte?
  Vecchio e malato, il mandarino deve farsi da parte.
  Sempre errabondo, a che posso somigliare?
  - Gabbiano delle sabbie, tra cielo e terra!


  Chang Chiu-ling

  Dopo la tua partenza, mio amato,
  le mie mani non hanno più toccato il lavoro.
  Pensando a te, sono come la luna piena,
  di cui notte dopo notte decresce lo splendore.


  Wei Chuang

  Pioggia di primavera, abbondante:
  gli argini, improvvisamente, si colorano di verde tenero.
  Rasentando i salici, giunge una coppia di aironi:
  bagni e giochi nella nuda luce...
  Cortina d'azzurro arrotolata in alto,
  balaustre dai meandri senza fine.
  Nuvole leggere sull'acqua, alberi mescolati alla nebbia:
  piccolissimo cuore, pensiero infinito.


  Tu Mu

  Sentieri pietrosi serpeggiano nella fredda montagna.
  Là dove s'addensano le nubi bianche, una casa...
  Fermo la carrozza e aspiro la foresta di aceri nella sera.
  Foglie coperte di brina: più rosse dei fiori della primavera!


  Hsüan Chüeh

  Chiaro specchio del cuore, riflesso infinito,
  squarcia il vuoto pieno di innumerevoli mondi.
  Facendo scintillare ogni cosa, ombre, luci.
  Perla irradiante: ne' fuori ne' dentro.

  Che calunnino pure, che sparlino,
  che brucino il cielo, fatica inutile:
  bevo le loro grida, come chiara rugiada!
  Improvvisamente, purificato, mi sciolgo nell'Impensabile.


  Li Yü

  All'anima solitaria
  non s'addice la vista dalle balaustre:
  monti e fiumi all'infinito.

  Il passato opprime,
  il paesaggio offende.
  I muschi corrodono la scalinata
  nel vento d'autunno.
  Nessuna cura d'avvolgere la tenda di perle:
  chi mai vorrebbe?
  Sotterrata la spada d'acciaio,
  smussato lo spirito eroico!
  Fresca notte: cielo coronato di luna.
  Laggiù, palazzi di diaspro e torri di giada
  proiettano invano le loro ombre luminose
  nel fiume Ch'in-huai.

  Sogno lontano, paese del Sud nel luminoso autunno.
  Frementi di crepuscolo, monti e fiume senza fine.
  Un canto di flauto nel padiglione di luna.
  Nel profondo delle canne: una barca...


  Meng Hao-jan

  Il mio vecchio amico m'invita nella sua campagna,
  dove son gia' pronti polli e miglio.
  Alberi verdi, paravento che racchiude il villaggio;
  al di la' dei bastioni s'inchina il monte azzurro.
  La tavola è posta davanti all'orto,
  con la coppa in mano, si chiacchiera di gelsi e canapa.
  E' inteso: per la festa del Doppio Nove
  ritornerò, per godere dei crisantemi.


  Liu Tsung Yüan

  Su mille montagne, nessun volo d'uccello.
  Su diecimila sentieri, nessuna traccia d'uomo.
  Barca solitaria:sotto il suo mantello di canne,
  un vecchio pesca la neve sul fiume ghiacciato.

  Il vecchio pescatore passa la notte sotto la falesia dell'Ovest.
  All'alba, bruciando bambù di Ch'u, scalda l'acqua del Siang.
  Quando il fumo si dissolve, al sole nascente, egli scompare...
  Solo l'eco del suo canto sveglia fiumi e monti di smeraldo.
  Improvvisamente, al bordo del cielo, lo si vede discendere la corrente:
  al di sopra della falesia navigano, noncuranti, le nubi.
 

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