HOME        FAQ       HAIKU        STORIE        INTERVISTE        INEFFABILITY         
Katazen: un mondo
ineffabile...


Padre Enzo Bianchi

"Un conflitto con uno Stato sovrano è un colpo al dialogo con i laici".

" I 'giorni cattivi' del dialogo diventano piu' cattivi...".
Non è il momento giusto per parlare con padre Enzo Bianchi del suo
ultimo libro, Per un'etica condivisa, lamento sull'agonia del dialogo
tra credenti e non, ma anche profezia della sua rinascita.
"Quando il conflitto si istituzionalizza a questi livelli,
tra Vaticano e stati sovrani, rischia di non chiudersi piu'",
sospira deluso il priore della comunità di Bose.
"Spesso noi cattolici fatichiamo a spiegarci.
Ma qui vedo una sordità precostituita.
Il discorso del papa sull'Aids era colmo di intenzioni umanizzanti.
Ma ormai quando la Chiesa parla di etica le orecchie
si chiudono automaticamente".

  Per la verità il suo libro sembra un monito ai credenti piu' che ai laici.

  "Essendo cattolico, sento la responsabilità di rendere un servizio di verità ai
cattolici. Del resto tendere la mano per primi, senza garanzia di ricambio,
a noi è dato come un dovere".

  Però lei sembra attribuire ai cattolici la responsabilità prima dei litigi,
ai laici soprattutto "falli di reazione".

  "Nei due ultimi decenni molti cattolici con un forte senso di militanza - non la
Chiesa in sè - hanno cercato di imporre le proprie opzioni attraverso
l'occupazione dello spazio pubblico.
La reazione è stata un'onda di anticlericalismo che, confermo,
è sempre una reazione a un clericalismo percepito  come intransigente
e irrispettoso.
A sua volta, l'anticlericalismo alimenta le intransigenze cattoliche,
e il circolo vizioso finisce in chiasso e barbarie".

  Eppure la Chiesa italiana dialoga volentieri con la classe politica al governo.

  "E' seducente l'offerta del potere: un patto fondato sulla 'religione civile'
da imporre con le leggi.
Il Cristianesimo nacque eversivo, poi spesso accettò il patto.
Oggi però questa scelta è pericolosa per la sopravvivenza stessa del Cristianesimo:
negli Usa, dove la religione civile è in pieno vigore, non si sa a chi si riferiscono
i politici quando invocano Dio.
Per fortuna, da noi questa prospettiva è ormai perdente".

  Ne è sicuro? Nel caso Englaro la Chiesa ha invocato leggi per imporre
la propria visione dell'uomo.

  "Conoscendo cosa si muove nelle chiese locali, nelle comunità,
so che le aspettative dei credenti sono diverse: che la Chiesa non si appiattisca
piu' sul neo-liberismo, prenda le distanze da chi la usa come strumento,
si cali nella storia con lo spirito dello 'straniero pellegrino',
cosciente di essere una fertile minoranza".

  Non sembra che le gerarchie abbiano elaborato il lutto da egemonia
perduta.

  "Accettare di essere minoranza è necessario come elaborare un lutto.
Dopo, puoi raggiungere persone che non appartengono alla tua tradizione,
e averle con te in un percorso di umanizzazione sociale".

  Ma quanta strada possono fare assieme credenti e non?
Don Milani avvertì l'amico ateo: non ti fidare di me, un giorno io ti tradirò...

  "Non è detto che accada, o che il tradimento sia così drammatico.
Certo, parlando di Cristo, resurrezione e vita eterna, è ovvio che io e l'ateo ci
divideremo, ma non significa distruggere il cammino fatto assieme".

  I "valori non negoziabili" non sono il limite dell'"etica condivisa?"

  "Ogni dialogo ha limiti, ma se parliamo di diritti umani, siamo ben lontani
dall'averli raggiunti.
Ora dobbiamo tutti accettare i metodi che possiede la democrazia per giungere
alle decisioni.
Possono uscirne scelte non condivise, ma accettabili. Per quelle non accettabili,
il cristiano sa da sempre che puo' invocare il diritto di dire non possumus".

  L'obiezione di coscienza non è un grimaldello per scardinare decisioni
democratiche?

  "No, se chi la invoca mette in conto di pagare per la sua 'eversione',
per il diritto di dire di no alla polis in certi particolari casi.
Accettandone le conseguenze, dimostrerà di non avere altri interessi oltre
la coscienza e la verità".

  Vale anche quando la Chiesa invita a boicottare un referendum?
Capitò  con la legge 40, può accadere di nuovo sul testamento biologico.

  "L'iniziativa fu di alcune componenti ecclesiali, piu' che della Chiesa come tale.
In ogni caso, queste battaglie devono farle i credenti come cittadini,
non i vescovi.
Le figure rappresentative della Chiesa devono fermarsi sulla soglia
del pre-politico".

  Ai cattolici lei dice di abbandonare il vittimismo.
Agli "ateologi autodidatti", cosa chiede?

  "Di abbandonare una lettura vecchia e comoda della Chiesa,
in cui il male è la fede e non il suo uso nella storia.
E di smettere il tentativo di renderci ridicoli.
E' un tentativo poco onesto: si abbassa arbitrariamente il bersaglio
per colpirlo meglio.
Chi deforma non ascolta, chi non ascolta non capisce che c'è gia' una Chiesa
che sa declinare l'insegnamento di Cristo nell'arena della polis".

  Cosa succede se l'etica non si condivide? Tra i due litiganti, chi gode?

  "Il potere, è ovvio. Ad ogni potere fa piacere veder sperperare
una profezia di speranza.
Ogni potere cerca di evitare sinergie tra buone volontà.
Se continuiamo a non ascoltarci, il potere ce ne sarà grato".

                                   Michele Smargiassi - La Repubblica - 18 Aprile 2009

 






Padre Enzo Bianchi