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Katazen: un mondo
ineffabile...


Omar Khayyam

Dice la gente: "Bello è il cielo, là, con angeli e hurì"
E dico io: "Bella è l'acqua, qua, l'acqua di vigna".
Afferra gli spiccioli oggi e lascia star la cambiale:
Da lungi è piacevole a udirsi, si dice, il suon del tamburo.

[...]

Vieni, o amico, non ci tormenti il dolor del domani
A che possiam profittare di quest'attimo solo di vita.
Domani, quando via ce ne andremo da questo castello in rovina,
saremo alla pari di saggi di settemil'anni

Gli amici più fidi e sinceri tutti si sono perduti:
Ai piedi della Morte caddero proni uno ad uno.
D'un solo vino bevemmo, in giro, alla Mensa del Mondo:
Uno o due turni prima di noi caddero ebbri.

Nessun ricordo t'angustii del ieri passato,
E non gridare ancora per un domani non nato.
Non confidare in quello che già passò, che non venne.
L'Attimo passa felice, e non sprecare la Vita.

Non bisogna, il cuore gioioso, logorarlo di pena,
Nè con pietra d'affanno triturare il tempo felice.
Nessuno sa del mistero di ciò che sarà nel futuro:
E ci abbisogna vino, amanti e lieto riposo.

                       Omar Khayyam, Quartine (Robaiyyat) a cura di
                             A. Bausani, Giulio Einaudi, Torino 1989




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