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Katazen: un mondo
ineffabile...


L'ultimo imperatore

Lo chiamano "le dernier empereur", l'ultimo imperatore.
Proprio lui, che è stato il primo stilista ad inventare il prêt-à-porter,
a creare le collezioni moda uomo, ad aprire una botique in Oriente,
a ideare il sistema delle licenze.
Nato trevigiano (Pietro, a San Biagio di Callalta, nel 1922)
e naturalizzato transalpino (Pierre, a Parigi, dal 1945),
potrebbe essere (ed è) considerato un marchio, un simbolo, una leggenda.
Ma, ad 86 anni, monsieur Cardin si sente ancora e soprattutto un veneto,
"anzitutto nel cuore"", come sottolinea arrotondando la erre del suo
raffinato italiano impreziosito da eleganti francesismi.
"La mia famiglia" - racconta - era orgogliosamente veneta.
Ma credo di essere veneto anche per la straordinaria voglia di lavorare:
tuttora dieci o dodici ore al giorno, spesso pure il sabato e la domenica.
A me piace molto lavorare, mi diverto".
Sua sorella fu la prima a capirlo, quando vide il piccolo Pietro,
ad appena otto anni, prendere in mano matite e forbici per abbozzare
sulla carta e ritagliare sulla stoffa i primi modelli.
Una passione sbocciata in Veneto ed esplosa in Francia,
dapprima negli ateliers di Jeanne Paquin ed Elsa Schiaparelli,
quindi nella maison di Christian Dior.
"Sono stato il suo primo sarto - ricorda con orgoglio Pierre Cardin -
ed è per lui che ho disegnato e realizzato il celeberrimo tailleur bar".
Giacchina aderentissima e gonna a ruota a sfiorare il ginocchio:
con il "New Look" nasceva un nuovo ideale di bellezza.
Concetto sempre caro al maestro, che però tiene a distinguere i piani.
"Quella che più conta - osserva - è la bellezza interiore,
che purtroppo non tutti hanno. Poi c'è la bellezza esteriore:
quella puo' essere senz'altro arricchita grazie agli abiti e ai gioielli.
Ma la classe e l'eleganza non derivano affatto dagli accessori".
Motivo per il quale pure del lusso Cardin ha un'opinione
decisamente diversa, rispetto a quello "snobismo imperante per cui
tante persone spendono un sacco di soldi per prodotti che non
hanno alcun reale valore in termini di creatività".
Genialità, dunque, ma anche sostegno all'estro, specie se altrui.
"Ho sempre frequentato e incoraggiato gli artisti - spiega il couturier -
specialmente se giovani e sconosciuti.
Ho acquistato degli spazi enormi per metterli a disposizione dei talenti.
Grazie al mio nome, che è conosciuto ovunque, riesco ad aprire loro
delle porte: perchè non dovrei farlo?".
Del resto all'eclettico stilista è sempre piaciuto diversificare.
Come quando volle far suo il "chez Maxim's" parigino,
primo della celebre catena di ristoranti a cui negli anni s'è ispirata
anche un'omonima linea gastronomica.
"Durante una cena - rammenta - venni a sapere da alcuni amici
che degli arabi stavano per acquistare il locale.
poichè io frequentavo assiduamente quel luogo e ne conoscevo
le origini e la storia, decisi di comprarlo, anche per preservarne
intatta la bellezza.
Spesi una cifra enorme, ma ne è valsa la pena: quello è e sarà sempre
un luogo simbolo di Parigi, della Francia, del mondo.
E' lì che tuttora vanno le persone di fama internazionale,
gli artisti, gli scrittori, i capi di Stato e di governo".
Dopo l'apertura al pubblico nella banlieu parigina di un museo
delle sue collezioni, non puo' dunque sorprendere troppo la prossima
impresa dell'incontenibile 86enne:
"Una sorta di villaggio 'Pierre Cardin' nel sud della Francia, a Lacoste,
dove ho acquistato e completamente restaurato il castello del marchese
De Sade e molte altre proprietà limitrofe, al fine di dar vita ad un polo
culturale di valenza e richiamo internazionali. Ma ho molti altri progetti
che mi frullano per la testa".
Ed almeno alcuni di questi riporteranno Pietro Cardin nel suo Veneto.
"Ho dei progetti in mente - confida - che vorrei realizzare con mio nipote,
il padovano Rodrigo Basilicati, un ragazzo di grandissimo talento
artistico e dall'animo gentile.
Ma per ora non voglio rivelarli. Del resto come potrei ignorare la mia terra,
che è tra le piu' belle al mondo?
Spero che siate consapevoli del fatto che qui c'è un concentrato
di bellezze a dir poco eccezionali.
Credetemi: il nostro Veneto è un autentico tesoro".

                                                            da Veneto Style


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Pierre Cardin: un veneto trapiantato in Francia