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Katazen: un mondo
ineffabile...

in una sorta di sandalo di paglia intrecciata e trasformatasi successivamente,
in sandalo in pelle e, ancora, in una placca metallica; quest'ultimo accorgimento
non solo riusciva a ben proteggere lo zoccolo ma anche a correggere eventuali
zoppie dell'animale: era nata l'arte (o la scienza?) della mascalcia.
Inutile dire l'importanza che i maniscalchi hanno rivestito nei secoli;
è legittimo pensare che essi hanno contribuito in maniera considerevole a far
progredire la società sia attraverso un indiretto incremento della produzione
agricola, sia attraverso una maggiore e più rapida diffusione delle mercanzie.
Va ricordato che tale delicato lavoro non poteva essere fatto se non in presenza
di una specifica cultura che prevedeva la conoscenza della struttura del piede
del cavallo, delle sue articolazioni e, contemporaneamente, del lavoro che
l'animale era chiamato a fare; la preparazione e la successiva applicazione
del ferro, poi, risultavano tutt'altro che semplici.
Molti i modelli di ferri che si sono susseguiti nei secoli ma la perizia del
maniscalco rimane, ancor oggi, la stessa.
Anche se il cavallo non è più indispensabile all'agricoltore, al militare o
al trasportatore, esso viene ancora utilizzato nello sport,
nello spettacolo e in varie situazioni ricreative e, perfino,
terapeutiche (ippoterapia).
La mascalcia è divenuta oggi, un connubio tra arte
e scienza la cui pratica è universalmente riconosciuta
come molto delicata; nel 1975 fu introdotto il "Ferries
Registration Act" un decreto che, in Gran Bretagna,
proibisce l'esercizio del mestiere a maniscalchi che
non abbiano seguito un particolare corso di studi
e questo per evitare eventuali e inutili sofferenze
agli animali; in Italia, in particolare, ha sede una
tra le migliori scuole di mascalcia del mondo:
la scuola del Servizio Veterinario Militare a Pinerolo.

                                            da "il Cortese"

                                           


Maniscalco al lavoro

Il maniscalco

Un mestiere che si perde nella notte
dei tempi. Il cavallo allo stato brado
non aveva bisogno di ferratura ma,
quando l'uomo prese ad utilizzarlo
per i lavori agricoli, di trasporto o
di traino, allora si accorse che gli
zoccoli dell'animale si consumavano
più rapidamente di quanto riuscissero
a crescere causandogli ferite.
E' probabile che la prima protezione