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Katazen: un mondo
ineffabile...


I galani

Altro dolce della tradizione veneta o piu' propriamente veneziana del periodo
di Carnevale, sono i "galani" o "crostoli".
Se i veneziani non hanno dubbi nel riconoscerne alla Repubblica Serenissima
le origini, i toscani giurano che sono una loro invenzione e li chiamano"cenci"
o "chiacchiere".
E così, ogni regione, li battezza diversamente rivendicandone la paternità:
dalle "lattughe" bresciane, si passa alle "bugie" del Piemonte e della Liguria,
dalle "frappe" o "flappe" dell'Umbria si arriva alle "sfrappole" romagnole...
Tutti questi nomi per definire quell'unico dolce molto sottile a forma di
nastro dalle origine molto antiche.
Si pensa addirittura che per risalire alla sua nascita si debba tornare indietro
ai tempi dei Romani, che, durante la festa di primavera, erano soliti preparare,
con lo stesso impasto con cui si fanno le lasagne, dei dolci molto simili ai galani,
fritti nel grasso di maiale e poi zuccherati.
Facili da preparare, leggeri, saporiti e vaporosissimi, possono essere considerati
un vero e proprio simbolo del Carnevale.


GAEANI O CROSTOLI

INGREDIENTI

-300 gr. di farina di frumento
-60 gr. di zucchero
-50 gr. di burro
-poco latte
-2 uova
-1 cucchiaio di grappa
-sale
Per friggere: olio di semi di mais o strutto
Per completare: 50 gr. di zucchero a velo


LA PREPARAZIONE

Versate la farina su una spianatoia, impastatela con le uova,
poco latte, lo zucchero, il burro lasciato ammorbidire a
temperatura ambiente,la grappa e un pizzico di sale.
Lavorate il tutto con cura, così da ottenere un impasto sodo.
Date all'impasto la forma di una palla e lasciatelo riposare per
una decina di minuti in un luogo tiepido, coprendolo con un
canovaccio da cucina umido.
Stendete poi la pasta con un mattarello, così da ottenere una
sfoglia sottilissima, dello spessore di una moneta.
Poi, aiutandovi con un coltellino, o con l'apposita rotella tagliapasta,
ricavate delle losanghe irregolari (cròstoi) o dei nastri da annodare,
larghi all'incirca due dita (gaeàni).
Infine scaldate adeguatamente abbondante olio o, come vorrebbe
la tradizione, dello strutto e friggetevi velocemente i dolci.
Poi scolateli con una schiumarola e spruzzateli ancor caldi
con lo zucchero a velo, disponendoli nei vassoi a canasta,
cioè a strati disposti per dritto e di traverso,
facendo molta attenzione a non romperli,
perchè sono fragilissimi.
  
Vino consigliato: Moscato dei Colli Euganei
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