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Katazen: un mondo
ineffabile...


COME RICICLARE LA TERRA

di Karen R. Polenske*

Sono cresciuta in una fattoria.
Il verde degli alberi che la circondano dovrebbe essere lo stesso  degli alberi
sofferenti che circondano gli stabilimenti di carbone in Cina.
Eppure non è lo stesso verde.
Fra queste due sfumature sta tutto il mio lavoro:
mettere insieme ingegneri chimici, sociologi, economisti e antropologi per
stilare piani di sviluppo sostenibile.
Anzi: di "land-recycling", una definizione che riassume bene ciò che faccio
da quarant'anni: prendere un territorio devastato dall'inquinamento  e
riportarlo a ciò che era natura.
Un compito che mal si abbina a una definizione standard.
Sono un'economista? Una pianificatrice? Una visionaria?
Forse un po' di tutto.
La scintilla di passione mi si accese tanti anni fa, proprio nella fattoria degli
Stati Uniti dove sono nata.
Con i miei genitori, che, per primi, mi incoraggiavano,
vista la mia curiosità per la natura, a "inventare" un lavoro innovativo,
tagliato su misura per me.
Gli ingredienti sono stati semplici: aiutare, nella cerchia della mia comunità
agricola, chi era in difficoltà sia economica sia personale.
I valori della vita rurale insieme alla voglia di capire e imparare.
Forse gli sterminati orizzonti statunitensi mi hanno suggerito che le risposte
ai drammatici problemi di inquinamento ambientale, dai distretti del carbone
in Cina, alla Pianura Padana in Italia, sono di scala ampia.
Una città, da sola, non può nulla.
Per questo i piani a cui lavoro sono almeno di scala regionale e includono
tutto, dalle industrie e i sistemi di filtraggio degli scarichi industriali al
trasporto che,
per esempio in Cina (dove alla professoressa Polenske è stato
affidato il rivoluzionamento energetico e ambientale di cinque
macroregioni industriali  fra le più inquinate del pianeta),
avviene in larga parte ancora con vecchi trattori guidati da contadini,
carichi di carbone.
Non va sottovalutata l'importanza dei trasporti e il dispendio di energia
che comportano, per esempio per le merci.
Questo è uno dei tratti distintivi dei piani che come gruppo del Mit
(Massachusetts Institute of Technology) abbiamo elaborato per vaste
aree del Giappone, del Brasile, dell'India e degli Usa.
Questo, a dire il vero, è anche un tratto distintivo
della mia spesa al supermercato.
Vivo a Cambridge, una città che incentiva molto i comportamenti
responsabili sul piano della sostenibilità, dalla raccolta dei rifiuti
all'uso di lampadine a basso consumo.
Ai miei studenti ricordo spesso di spegnere le luci inutili
anche all'università.
E quando acquisto verdura cerco di evitare gli ortaggi e la frutta
esotica che qualche camion ha trasportato fin sotto casa mia,
privilegiando invece, i prodotti locali.
Da bambina, il verde che mi circondava comprendeva coltivazioni
di ortaggi e frutteti di ogni tipo.
Non posso darmi all'orto, vivo in città, ma posso non incentivare il
meccanismo che muove tonellate di merci da una parte all'altra
del Paese, attraversando spazi verdi che devono tornare a
essere di una sfumatura brillante,
per la salute e il benessere di tutti.

*KAREN R. POLENSKE (1937), economista ed esperta mondiale di problematiche di
pianificazione ambientale e riconversione di aree fortemente industrializzate.
Studia e progetta dagli anni 60 piani regionali di land-recycling.
Autrice di libri, è anche consulente di Cina, Brasile, India.

                                                                 Martina Zambon
                                                            D-CASA - 8 Maggio 2008
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