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Katazen: un mondo
ineffabile...


Captain Crunch

Gli albori del phreaking e la diffusione della blue box? Lui c'era.
Le riunioni del Homebrew Computer Club? Lui c'era.
La nascita della Apple? Lui c'era.
Il lancio del PC IBM: lui c'era.
John Thomas Draper, meglio noto come Captain Crunch
(http://www.webcrunchers.com/crunch) è senza ombra di dubbio una
delle figure chiave della storia dell'informatica e della telematica.
Alla fine degli anni '60 apprese che inviando un suono a 2600 Hz era
possibile effettuare telefonate interurbane attraverso la rete telefonica
Statunitense e iniziò a creare congegni per generare questa frequenza,
delle scatole note come "Blue Box".
In precedenza lo strumento ideale era un fischietto giocattolo che si trovava
nelle scatole di cereali Cap'n Crunch e da questo personaggio Draper prese
il suo leggendario soprannome muovendosi nel fertile ambiente del sud della
California che si è poi trasformata nella Silicon Valley.
La prima celebrità ed i primi guai per le sue esplorazioni delle linee della Pac Bell
Captain Crunch le deve ad un articolo di Esquire del '71,
per colpa del quale finirà nel mirino delle autorità ma sopratutto venne contat-
tato da un tale Steve Wozniak, ansioso di mostrargli la blue box che aveva
costruito e capire come farla funzionare.
Da qui è nata un'amicizia ed un rapporto anche professionale che dura ancora
oggi, a distanza di più di 30 anni.
In questo lungo periodo Draper, con le sue gesta, la sua curiosità e caparbia
indipendenza ha avuto a che fare con Apple, la IBM ed ispirato direttamente
ede indirettamente generazioni di smanettoni in tutto il mondo ad esplorare
i sistemi ed a piegarli a fare cose nuove e proibite.

Nel frattempo Capitain Crunch non ha mai rinnegato le sue origini e le sue
esperienze e non si è mai omologato o trasformato in un guru miliardario ma
ha continuato a vivere a modo suo, spesso con pochi mezzi,
ma sempre con tanta inventiva e entusiasmo.
Lo stesso entusiasmo con con cui in un caldo pomeriggio di agosto,
invitato al campeggio tecnologico della Metro Olografix ci ha raccontato
alcuni episodi del passato e aggiornato sulle sue ultime imprese.

Hacker Journal: Tu hai lavorato per Apple ad un'interfaccia telefonica
per Apple II: com'è andata?

John Draper: Bisogna cominciare da come ho conosciuto Steve Wozniak.
Mi contattò quando facevo il DJ in radio, alla KKUP e chiese se volevo venire a
trovarlo e dare un'occhiata alla sua blue box.
Voleva che mi spiegassi come usarla.
Io ero molto sospettoso.
Era un periodo in cui c'era un bust in corso, c'erano molti arresti e avevo
paura che stessero cercando di incastrarmi.
Così ho fatto in modo di andare a trovarlo senza avere con me nulla di
compromettente e che non succedesse nulla di illegale.
Quando sono arrivato Woz mi fece vedere la blue box che aveva costruito
e che non era un granchè.
Il problema della sua blue box era che generava onde quadre invece che
sinusoidali: in questo modo i toni non sono puliti.
Sono di pessima qualità e chi l'avesse usata avrebbe generato una richiesta
di assistenza in centrale perchè non avrebbero accettato i toni.

Dopo essere diventati amici mi presentò Steve Jobs.
Stava lavorando ad un computer a 6 bit al che io ho chiesto:
"Hei, perchè solo 6 bit?". Con 6 bit si è molto limitati e lui rispose che lo faceva
"solo per provare che era in grado di creare un computer, ecco tutto".
Poi qualche anno dopo lavorando prima alla Apple I poi alla Apple II usò un
cross-assembler fatto da me.
Lo avevo fatto perchè stavano arrivando sul mercato tutti questi microprocessori
e c'era bisogno di assembler per sviluppare il software.

HJ: Quali microprocessori?

JD: Il cross-assembler era per l'(Intel)8080, lo Z80, il 6502, il 1802 e il 6800.
Lo feci su un sistema time-sharing system su cui c'era solo il Basic.
Prendeva il codice assembler, ne faceva il parsing in opcode e poi l'output era
in binhex (esadecimale) così che si poteva fare il dump su nastro.

HJ: Non si stampava?

JD: No, all'epoca per soli quindici dollari si poteva avere un lettore di nastri
che venivano svenduti.
E probabilmente lo stesso Gates inizialmente usò questo sistema in Microsoft
attrezzandosi solo dopo con un sistema di sviluppo più robusto chiamato Crust.
Wozniak stava lavorando all'Apple II e mi propose di progettare per loro una "charlie
board" (http://www.webcrunchers.com/crunch/Play/comp_rev/charlie.html)
[un'interfaccia per il telefono].

HJ: In Apple o come sviluppatore esterno?

JD: Esterno. Così realizzai la scheda con nove chip.
E la reazione di Woz fu "Nove! Chip! No, merda, sono troppi!" e disse
"Ho un progetto migliore" e me ne diede uno che impiegava solo cinque chip.
Mi sono messo al lavoro su quello ma a un certo punto ho fatto a Woz
"Ma stai usando una scheda a 6 bit invece di una a 8 bit" e lui
"Eh si, quelle a 8 bit costano troppo: posso farla a 6 bit e poi scrivere del
software che fa in modo che devo comprare quei chip in più".
Allora ho riflettuto su da dove tirar fuori i due bit mancanti e indovina cosa
ho usato? La memoria, gli indirizzi di memoria.
Facevo tutta una seria di peek e poke per far funzionare la scheda.

HJ: Ma è stata prodotta e messa in commercio?

JD: No. Ci ha pensato la AT&T a bloccarla. Erano spaventati.
Siccome tutto era in software, l'interfaccia poteva avere "fini malvagi"
ed è chiaro che queste cose sono fuori discussione.
Con il software giusto e una tabella di toni la scheda si poteva
trasformare in una blue box.
AT&T non voleva nulla del genere. Fecero pressione su Jobs.
Non su Woz, ma su Jobs perchè dicesse "Accidenti, la AT&T che se
facciamo uscire questa scheda ci faranno causa".
Poi c'erano anche altri problemi.
La scheda aveva bisogno di essere collegata alla presa del telefono e all'epoca,
cioè nel 1975 o piu' probabilmente nel 1976, ci si poteva attaccare alla linea
telefonica solo con un dispositivo di connessione approvato dalla Pac Bell.
E il dispositivo piu' economico costava 450 dollari.
Quindi per usare la scheda una persona doveva spendere anche
questi ulteriori 450 dollari.
Insomma, continuarono a fare pressione su Jobs del tipo "vi faremo causa".
Del resto non possono mica permettere che la gente colleghi le proprie cose
alle loro linee telefoniche, giusto?

HJ: E poi che è successo?

JD: Poi è arrivato il modem della D.C. Hayes.
Se ne uscirono con un modem a 1200 baud. Si poteva collegare alle loro linee
telefoniche perchè [la AT&T] in seguito ridussero un po' le restrizioni d'uso.

HJ: La scheda per Apple II che velocità avrebbe avuto?

JD: Circa 300 baud ma usavamo un phase shift, una modulazione programmabile.
Era un anello ad aggancio di fase programmabile con cui individuare una
frequenza e agganciarla.
Il modem in pratica aveva un selettore di frequenze: l'avevo fatto via software.

HJ: Era una cosa diffusa trent'anni fa usare meno chip e
fare tutto via software?

JD: Beh, era una specie di filosofia di Woz.
A me non importava quanti chip avevo usato basta che tutto funzionasse.
Wozniak invece ragionava piu' in termini di economicità.

HJ: Probabilmente dietro c'era Jobs.

JD: Proprio così. Jobs è stato influenzato da Woz, dal suo bisogno di fare
le cose in economia.
Era una cosa che Woz aveva, sai... perchè Jobs lo manipolava.
Jobs è fatto così.
Oggigiorno [ad Apple] se entri in un ascensore e poi entra anche Jobs,
nel tempo che arrivi al tuo piano puoi finire licenziato.
E' un tipo molto spietato.

HJ: Si dice che chieda "Cosa fai per me?".

JD: Proprio così: "cosa fai per me?". E se non gli dai la risposta giusta
perdi il posto. Pessimo. Non si lavora bene con lui.

HJ: Quand'è l'ultima volta che ci hai avuto a che fare?

JD: L'ho incontrato quando sono stato alla Apple nel laboratorio per fare
dei test di un software.

HJ: Quando è stato?

JD: Penso fosse nel 2004, 2005.
Stavo lavorando su un software di VoIP per un'azienda.

HJ: Quindi dopo che la scheda per l'Apple II non è andata in porto
ti sei dedicato a sviluppare il word processor EasyWriter
(http://www.webcrunchers.com/crunch/stories/easywriter.html)
per la Apple II, giusto?

JD: E' stato un po' dopo, due anni dopo. Ho sviluppato EasyWriter nel 1979.
Barney Stone (www.stoneedge.com/about.htm) stava preparando un suo
software fatto in Basic e io gli mostrai EasyWriter. Lui ne stava facendo uno
in Integer Basic II [il primo interprete Basic dell'Apple I e II, nda].

HJ: E il tuo?

JD: Il mio era scritto in Forth.
E tutto il codice era per lo scrolling era in assembly.
Era molto veloce. Gli adattammo una VMI, una Virtual Machine Interface.
Di questi tempi si userebbe il termine 'driver', video driver.
Ne preparammo una per la scheda VIDEX.

HJ: Che cos'era?

JD: La Videx era una scheda di espansione video a 80 colonne per l'Apple II.
In seguito facemmo la versione per il PC di IBM.
Fu necessario solo adattare il programma al video degli IBM.

HJ: Quindi ti sei dedicato al piu' remunerativo mercato IBM.

JD: Beh, sai, all'inizio quando uscirono i PC di IBM non erano così diffusi,
c'erano in giro molti piu' Apple.

HJ: Cosa fai adesso?

JD: Lavoro per un'azienda chiamata En2go (http://www.en2go.com).
Ci occupiamo di distribuzione dei contenuti, di trasmettere video sul
desktop degli utenti.
Contenuti come film, intrattenimento, giochi, musica, animazioni 3D.
Sono il CTO della En2go, il responsabile tecnico in capo di cinque team
software che lavorano in ambiti specifici.

HJ: Vi occupate solo di software o anche di hardware?

JD: Software e hardware. In realtà al momento ci dedichiamo per lo piu'
al software ma abbiamo un dispositivo chiamato Flixo:
è un sistema di distribuzione di video [in HD, nda] per Macintosh,
per il desktop del Mac.

HJ: Solo per Macintosh?

JD: Stiamo lavorando anche per su una versione per PC con Windows
ma siamo ancora agli inizi.

HJ: Da questo deduco che usate i Mac. Come mai?

JD: Per l'interfaccia e per Mac OSX.Sviluppiamo con Cocoa,
l'ambiente di sviluppo Xcode. Cocoa è Objective C.

HJ: ... facilita il lavoro?

JD: Proprio così, è uno sballo. Uno sballo totale. Viene da NeXT.
Il codice era di Jobs e se l'è portato in Apple.
Ora è parte di Xcode e di Cocoa.

HJ: Avevi gia' usato NeXT Step?

JD: Si, certo. L'ho usato quando uscì, è da lì che conosco Cocoa.

NdA: E per Windows?

JD: Lì usiamo... com'è che si chiama... ah, Visual C++.

HJ: Oltre al lavoro hai qualche progetto personale?

JD: Progetti personali... ah, beh sì, sto facendo Crunch TV.
E' una serie di trasmissioni per uno dei canali di Flixo.
Al momento si puo' trovare su www.crunchtv.net dove c'è
il primo episodio da guardare come e quando si vuole.

HJ: E poi che cadenza avrà?

JD: Non è stato ancora deciso. Dovremmo spostare lo studio da
Las Vegas a Hollywood. Abbiamo parecchio materiale gia' filmato
ma è da montare. E non ho voglia di farlo io.
Dovremo trovare qualcuno.


APPROFONDIMENTI

Per chi vuole capire meglio la figura del Capitano Crunch e il ruolo
che ha avuto sin dagli anni '70 nella controcultura hacker sul suo
sito ci sono tre preziose risorse.

Capitan Crunch Phone Phreaking stories
http://www.webcrunchers.com/crunch/stories/

History of Hacking - videodocumentario di Discovery Channel
http://www.webcrunchers.com/crunch/video.html

Secrets of the Little Blue Box - lo storico articolo su Esquire
http://www.webcrunchers.com/crunch/stories/esq-art.html


GLI SCHERZI

Il cofondatore di Apple Steve Wozniak è celebre
per i suoi scherzi ed in particolare quelli telefonici
(http://www.storiediapple.it/gli-scherzi-di-woz-telefono-che-passione.html)
ma pochi sanno che ad ispirarlo è stato anche Capitan Crunch
con due gesta di phreaking entrate nella leggenda.
In una Draper riuscì da un telefono pubblico a fare una telefonata "circolare"
facendo passare la chiamata attraverso centralini in vari paesi
(tra cui Inghilterra, Russia e Giappone) fino a tornare negli Stati Uniti e far
squillare il telefono nella cabina di fianco: alzando la cornetta si sentì,
anche se flebile, la sua stessa voce dopo il giro (telefonico) del mondo.
Altra impresa fu quella di intercettare la parola segreta della CIA per le
chiamate dirette al presidente Richard Nixon, subito sfruttata per chiamare
il presidente e annunciare che c'era una crisi in corso.
Alla sua domanda la risposta del Capitano fu "Siamo senza carta igienica,
Signor Presidente".

Si ringrazia la Metro Olografix (www.olografix.org) e Massimo "manray"
Politi per le fotografie a John Draper.
                                                            
                                                             Nicola D'Agostino
                                                          Hacker Journal n. 159
  









 




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