Baccalà, stoccafisso... o merluzzo?
Il baccalà non è altro che il merluzzo decapitato, aperto e conservato sotto sale.
Il suo nome ci viene probabilmente dallo spagnolo bacalao (che ha lo stesso
significato) e questo, a sua volta, potrebbe provenire dall'antico olandese
bakkeljauw o kabeljauw, oppure dal romanzo cabilh ("capo").
Prima di utilizzarlo bisogna ripulirlo con cura dal sale, lavandolo sotto acqua
corrente e lasciandolo quindi a bagno in una bacinella, meglio sotto un rubinetto
da cui fuoriesca un filo d'acqua.
Lo stoccafisso è invece il merluzzo decapitato, aperto ed essicato
tradizionalmente al vento e al sole.
Deve essere ammorbidito adeguatamente prima di essere cucinato e a tale
scopo viene battuto con una mazzuola di legno e quindi lasciato a bagno
in acqua fredda, per 2-3 giorni, cambiando regolarmente l'acqua ogni 4 ore.
Anche la derivazione del termine "stoccafisso" è molto probabilmente nordica:
dall'antico olandese stokvish, dove stok significa bastone e vish pesce,
quindi pesce-bastone o anche pesce essicato sui bastoni.
Anche se al palato risulta insipido e stopposo, il baccalà può essere
preparato in molti modi che consentono di ottenere una pietanza
saporitissima.
Ed è appunto queso che è riuscita a fare la tradizionale cucina veneta.