Antenore
"Antenore potè, dopo essere passato
indenne attraverso gli Achei,
entrare nei golfi illirici e raggiungere
senza pericoli i regni dei Liburni
oltrepassando le sorgenti del Timavo".
(Virgilio, Eneide, l, 242)
La fondazione di Padova è avvolta da una cortina misteriosa di leggende,
cronache e ritrovamenti archeologici.
Nell'Eneide, Virgilio racconta che il condottiero Antenore, scampato alla distruzione
di Troia, approdò sulle coste venete e che da qui mosse verso l'entroterra deciso
a fondare una nuova città, Padova.
Sempre secondo la leggenda, i resti del condottiero sarebbero sepolti a Padova,
ove Antenore riposerebbe "[...] composto in placida quiete".
Proprio questa allusione alla sepoltura del personaggio mitologico ebbe un grande
ruolo nell'attribuzione all'eroe troiano dei resti rinvenuti nel 1274,
quando l'umanista Lovato Lovati rinvenne durante alcuni scavi in contrada
San Biagio un'arca marmorea contenente una duplice bara di cipresso e piombo.
Le cronache riportano che nel 1334 l'arca fu riaperta e che in quell'occasione
fu rinvenuta l'aurea spada di Antenore.